Un’espansione virtuale del mondo reale, dove viviamo e interagiamo attraverso un avatar e tramite dispositivi tecnologici e indossabili, come glasses, caschi e visori di realtà virtuale, guanti e tute tattili.

Immaginiamo, ad esempio, di aver visto un annuncio di una macchina in vendita e volerla guardare per bene , ma è in un’altra città o addirittura paese e non riusciamo a essere lì in tempi brevi.
Bene, il nostro avatar può incontrare l’avatar dell’venditore di auto nel metaverso e vedere la rappresentazione virtuale perfetta dell’auto, senza doverci muovere dal nostro ufficio o dal nostro divano. E cosi può essere come per una casa per un ufficio o per le mostre o eventi e moltissimo altro ancora .
Un mondo digitale dove la realtà virtuale è profondamente connessa al web e in cui le persone possono vivere una vita parallela a quella del mondo reale.
Il metaverso di Facebook è una sorta di “Internet portato in vita”, o almeno reso in 3D.
Zuckerberg lo ha descritto come un ambiente virtuale in cui è possibile entrare e possibile fare “azioni” invece di solo limitarsi a guardarlo su uno schermo.
Per vivere l’esperienza completa del metaverso un PC o uno smartphone non sono sufficienti: la potenza di elaborazione potrebbe essere troppo limitata per gestire interi universi con milioni di utenti che lo popolano.
Si potrà sfruttare la tecnologia dello streaming ?
E qui si aggiunge le potenzialità del 5G .
I metaversi possono creare i propri token (monete virtuali o NFT), la propria politica e la propria economia.


